CARLO CASTELLANI

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malattie delle palpebre: la ptosi palpebrale

Cos’è la ptosi palpebrale?

La ptosi palpebrale è un abbassamento della palpebra superiore che, oltre a essere fastidioso esteticamente, può comportare una riduzione della porzione superiore del campo visivo. Colpisce per lo più soggetti anziani, ma può essere anche congenita, esercitando in tal caso importanti ripercussioni sul corretto sviluppo della vista.

Cause

La causa principale è data da un’insufficienza del muscolo elevatore della palpebra, determinata da traumi, malattie neurologiche, interventi chirurgici, ma, più frequentemente, dall’invecchiamento.

Le diverse forme di ptosi palpebrale

Esistono varie forme di ptosi palpebrale:
  • ptosi congenita: si manifesta nei bambini e le sue cause non sono note. Quando la palpebra è così abbassata da ostruire la pupilla è necessario intervenire chirurgicamente in età precoce per evitare l’insorgere di ambliopia
  • ptosi miogena: è caratterizzata da una progressione lenta e interessa entrambi gli occhi
  • ptosi neurogena: è causata da un’anomalia, congenita o acquisita, della trasmissione dello stimolo nervoso e può essere accompagnata da disturbi della motilità oculare
  • ptosi aponeurotica: l’aponeurosi è la parte finale del muscolo elevatore della palpebra, che in alcuni casi si sposta dalla sua posizione naturale e determina l’abbassamento della palpebra. Le cause possono essere l’invecchiamento o l’utilizzo prolungato di lenti a contatto
  • sindrome di Marcus Gunn: la palpebra affetta da ptosi sincronizza il movimento con quello della mandibola e si apre durante la masticazione o all’apertura della bocca. È causata da un’anomalia innervazionale

Cure

Per correggere la ptosi è necessario intervenire chirurgicamente. L’intervento è consigliato anche nei bambini e può essere eseguito già nei primi mesi di vita per consentire il corretto sviluppo della vista.

Le altre patologie delle palpebre: